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Martedì, 23 Gennaio , 2018
Il Fondo alza le stime sull’Italia ‘Ma il voto non freni le riforme’
Giuliana Ferraino - Corriere della Sera - pag. 2
Oggi, a Davos, si apre il World Economic Forum. Ai lavori partecipano 70 capi di Stato, 38 capi di organizzazioni internazionali, oltre 1.900 business leader, rappresentanti della società civile e del mondo accademico. Tradizionalmente è visto come un club per ricchi ed elite del pianeta. Christine Lagarde, a capo del Fmi, ha ribadito che la crescita dell’economia globale è ancora più robusta rispetto alle attese grazie agli Stati Uniti e ai miglioramenti della zona euro (Italia compresa, nonostante le incertezze legate alle elezioni e all’alto debito pubblico). Ma subito dopo mette in guardia dall’autocompiacimento: ‘Dovremmo essere incoraggiati, ma non interamente soddisfatti’ dalla situazione, dal momento che ‘molte persone sono rimaste escluse dalla crescita economica’. E anche perché si tratta di ‘una ripresa soprattutto ciclica’, e ‘rimangono molte incertezze’ nel settore finanziario. Le previsioni del Fmi vedono il Pil mondiale crescere del 3,9% sia nel 2018 che nel 2019. Nella zona euro il Pil crescerà del 2,2% quest’anno e del 2% il prossimo. In Italia il Pil è indicato all’1,4% nel 2018 e all’1,1% nel 2019. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Crescita globale (3,9%) ai massimi dal 2010’ – pag. 4)

Bitcoin nella stretta antiriciclaggio
Alessandro Galimberti e Valeria Vallefuoco - II Sole 24 Ore - pag. 3
Adempimenti antiriciclaggio e tassabilità delle operazioni di incrocio tra moneta reale e virtuale sono i primi tentativi di inquadramento delle cripto valute. L’Italia e in generale l’Europa stanno svolgendo un ruolo da apripista in assenza di una regolamentazione da parte delle banche centrali. La valuta virtuale è stata oggetto di un intervento normativo per la prima volta nel Dlgs 231/2007 nell’ambito degli obblighi di prevenzione del rischio riciclaggio che incombono su intermediari e professionisti. Il legislatore italiano ha preteso che nel momento in cui la valuta reale prende la via della cripto valuta – cioè al momento dell’acquisto di bitcoin – deve rimanere traccia reale di chi investe nell’algoritmo. Secondo i giudici europei e l’Agenzia delle Entrate la transazione madre con cui si comprano i bitcoin è una transazione reale a contenuto economico. Bruxelles intende modificare la IV direttiva antiriciclaggio con misure che contrastino l’uso di valute virtuali per scopi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Primi colpi su anonimato e tassazione
V.Val. - II Sole 24 Ore - pag. 3
Il forte interesse che circonda il mondo delle criptovalute, sollecita una attenta ricognizione delle fonti normative e giurisprudenziali che disciplinano la materia per valutarne anche gli aspetti e gli impatti fiscali. Il fatto che le valute virtuali non siano governate da una banca centrale non significa, infatti, che esse sfuggano a qualsiasi regolamentazione legislativa e tributaria. La Corte di giustizia della Ue, con la sentenza 22 ottobre 2015, ha stabilito che le operazioni che consistono nel cambio di valuta tradizionale contro unità della valuta virtuale bitcoin e viceversa, costituiscono prestazioni di servizio a titolo oneroso. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 72/E/2016, ha stabilito che tali operazioni sono esenti Iva. Ai fini Ires e Irap, invece, devono essere assoggettati a tassazione i redditi derivanti dall’attività di intermediazione nell’acquisto e vendita di bitcoin. Il Tribunale di Verona, con la sentenza 195/2017, equipara l’acquisto di criptovalute a un contratto di investimento.

Reati tributari, il sequestro raddoppia
Antonio Iorio - II Sole 24 Ore - pag. 17
Reati tributari. La Corte di cassazione, con la sentenza 267/2018, ha ampliato il concetto di profitto negli illeciti fiscali. Nel risparmio conseguito dai contribuenti devono figurare le imposte ma anche sanzioni ed interessi. Rischiano, dunque, di raddoppiare di valore i sequestri. La misura cautelare deve infatti considerare la totalità delle somme dovute e non soltanto la maggiore imposta. Per i giudici di legittimità il profitto può consistere anche in un risparmio di spesa, come il mancato pagamento dell’imposta, degli interessi e delle sanzioni dovute a seguito dell’accertamento. Finora solo nel delitto di sottrazione fraudolenta i giudici si sono spinti ad aggredire tutti i risparmi conseguiti con l’illecito.

Rigassificatori senza Imu Pagano gli alloggi di servizio
Antonio Iovine - II Sole 24 Ore - pag. 18
Sono imponibili all’Imu gli impianti di rigassificazione ubicati nel mare territoriale. Ad affermarlo la legge di Bilancio 2018 che chiarisce però che il pagamento interessa solo la porzione destinata agli alloggi di servizio. Dal 1°gennaio 2020 non saranno assoggettabili all’Imu purché adibite alle operazioni e ai servizi portuali le banchine, le aree scoperte e i relativi depositi in porti di rilevanza economica nazionale e internazionale.

L’esterovestizione non esonera dall’obbligo di dichiarazione Iva
Laura Ambrosi - II Sole 24 Ore - pag. 18
La Cassazione penale, con la sentenza n. 2407, depositata ieri, chiarisce che l’esterovestizione di una società non è un’operazione abusiva. La conseguenza è che l’omessa presentazione della dichiarazione in Italia costituisce una fattispecie penalmente rilevante. Tutto nasce da una contestazione della Guardia di Finanza con la quale veniva considerata esterovestita una società tedesca. Il legale rappresentante veniva così accusato di omessa dichiarazione Iva. Il Gip disponeva un sequestro preventivo finalizzato alla confisca sia nei confronti della società che del suo amministratore, fino a concorrenza dell’imposta evasa. Il Tribunale del riesame confermava il decreto di sequestro e l’indagato proponeva ricorso in Cassazione. Qui i giudici di legittimità hanno chiarito che l’esterovestizione non esonera la società dal rispettare gli obblighi fiscali italiani. In merito all’abuso del diritto, le operazioni abusive si configurano solo quando non violano disposizioni tributarie e penali tributarie. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Evasione Iva sconfinata’ – pag. 26)

La ricezione vincola la detrazione Iva
Simona Ficola e Benedetto Santacroce - II Sole 24 Ore - pag. 19
La circolare 1/E/2018 stabilisce la necessità per cessionari e committenti di tracciare il momento di ricezione delle fatture. Devono dunque verificare se i propri sistemi di gestione dei predetti documenti commerciali sono in grado, oggi, di registrare puntualmente l’informazione. Informazione che consente al contribuente di esercitare legittimamente il diritto alla detrazione e di garantire la tenuta di una corretta contabilità. Operativamente parlando sono diverse le modalità che i fornitori utilizzano per l’emissione e la trasmissione delle fatture o che i clienti utilizzano per la ricezione delle stesse. Queste modalità già oggi garantiscono al cliente in molti casi la possibilità di individuare con certezza il momento in cui la fattura entra in suo possesso. I sistemi Edi di trasmissione elettronica dei dati utilizzati nelle filiere commerciali e nella grande distribuzione tra fornitori e clienti sono già oggi strumenti idonei per accertare la data di trasmissione e quella di ricezione della fattura.

Fatture false senza detrazione
Massimo Romeo - II Sole 24 Ore - pag. 19
La Commissione tributaria regionale Lombardia, con la sentenza n. 161, depositata lo scorso 19 gennaio, afferma che in presenza di operazioni oggettivamente inesistenti è legittimo e ragionevole il diniego di detrazione dell’Iva. Legittimare la detrazione, in luogo di una ben più logica concessione di un rimborso al soggetto passivo Iva, mal si concilia con la natura delle frodi che comportano l’emissione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti. Pertanto, in un’ottica cautelativa per le finanze pubbliche, apparirebbe logico negare il diritto alla detrazione, accompagnandolo in prima battuta con l’obbligo di versamento dell’Iva per il prestatore, facendo salvo il diritto al rimborso dell’imposta per quest’ultimo soggetto qualora effettivamente il committente non abbia potuto godere dell’illegittima detrazione.

L'amministratore della cartiera non dribbla le carte
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 25
Rischia la condanna penale l'amministratore della società cartiera che non adempie a tutti gli obblighi fiscali fra cui la presentazione della dichiarazione dei redditi e Iva. Non conta, infatti, che la scatola vuota non abbia un volume d'affari proprio. Ai fini della condanna basta un dolo eventuale. Con la sentenza n. 1590 dello scorso 16 gennaio la Corte di cassazione ha respinto il ricorso di un manager. L'azienda era stata creata solo per favorire l'evasione fiscale di una società collegata mediante l'emissione di fatture soggettivamente false. La testa di legno non si è salvata dalla condanna per la mancata presentazione della dichiarazione.

Fondi illeciti possono essere tutti sequestrati
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 25
I fondi illecitamente ottenuti con un appalto pubblico possono essere interamente sequestrati ai sensi della '231'. La misura dev'essere ampia quando la causa del contratto è illegittima. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 2653 del 22 gennaio 2018, ha accolto il ricorso della Procura contro il dissequestro parziale di alcuni fondi pubblici erogati a un'azienda per corsi di formazione professionale.

Le note di credito sprint
Fabrizio G. Poggiani - Italia Oggi - pag. 26
Il diritto alla detrazione dell'Iva si basa su due condizioni: l'effettuazione della cessione dei beni e/o l'esecuzione della prestazione di servizi e il possesso della fattura, con necessaria annotazione della stessa. E' quanto si legge nella circolare n. 1/E/2018 dell'Agenzia delle Entrate. Per quanto concerne le note di credito emesse nei confronti dei fallimenti chiusi nel 2017, l'annotazione, per eseguire la detrazione dell'Iva, deve avvenire entro il prossimo 30 aprile. Diventa possibile il recupero dell'Iva anche per le fatture registrate entro aprile 2019, ma soltanto nel caso in cui sussiste la possibilità di dimostrare che siano state emesse tempestivamente e, di conseguenza, ricevute nei successivi quattro mesi. Se l'operazione risulta eseguita il 15 dicembre scorso, ma la fattura è pervenuta il 21 gennaio 2018, se l'annotazione della fattura avviene a gennaio, la detrazione del tributo deve avvenire con la liquidazione periodica di gennaio 2018.

Contabilità ordinaria derogata
Andrea Bongi - Italia Oggi - pag. 27
Il rinvio dell'Iri porta alla revoca del vincolo triennale dell'opzione per la contabilità ordinaria. La revoca dell'opzione, effettuata per aderire al nuovo regime introdotto dalla legge di Bilancio 2017, può essere effettuata richiamando la disposizione contenuta nell'art. 1 del Dpr 442/1997. Questa norma rende possibile la variazione dell'opzione o la sua revoca. La legge di Bilancio 2018 ha reso nulla l'applicazione del nuovo regime di tassazione del reddito d'impresa per il periodo d'imposta 2017, rinviandone l'applicazione con decorrenza a partire dal 1°gennaio 2018. La possibilità di revocare l'opzione per la contabilità ordinaria costituirebbe un primo passo per attenuare, almeno in parte, i danni causati dal rinvio dell'Iri. La modifica ha così abolito, almeno per il 2017, l'accesso al regime dell'imposta sul reddito imprenditoriale. Il differimento dell'entrata in vigore della nuova modalità 'flat' di tassazione del reddito d'impresa, se conosciuto dall'origine, non avrebbe indotto i contribuenti a optare già dal 1°gennaio 2017 per il regime di contabilità ordinaria.

I viaggi studio pagano l’Iva
Valerio Stroppa - Italia Oggi - pag. 27
E’ soggetta all’Iva l’organizzazione di viaggi-studio all’estero. L’attività di intermediazione da parte di una società di formazione residente, che svolge attività didattica in Italia, deve essere qualificata come imprenditoriale e parificata a quella delle agenzie di viaggio. E’ quanto affermato dalla Commissione tributaria regionale del Molise nella sentenza n. 332/1/17, depositata lo scorso 20 giugno. La pronuncia ribalta il verdetto di primo grado, che aveva invece riconosciuto l’esenzione Iva. La contestazione del fisco riguardava una società attiva nell’organizzazione di viaggi-studio all’estero, che annoverava tra i propri clienti enti pubblici e privati (non direttamente i singoli studenti).

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