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Venerdì, 3 Dicembre , 2021
Il Governo apre, i sindacati si dividono
Enrico Marro - Corriere della Sera - pag. 13
Nel vertice con i sindacati, ieri a Palazzo Chigi, il premier Mario Draghi ha prospettato due misure: la decontribuzione una tantum per tagliare il cuneo fiscale sul lavoro e maggiori risorse per calmierare gli aumenti delle bollette. Per Landini (Cgil) non basta che ha aggiunto: ‘se su fisco, pensioni e precarietà le cose non cambiano valuteremo iniziative da mettere in campo’. Sulla stessa linea la Uil con il segretario Bombardieri che conferma la sua insoddisfazione. Ma se la Cgil è tentata dallo sciopero generale, la Cisl vuole l’accordo. La decontribuzione per i lavoratori dipendenti con meno di 47 mila euro soddisfa Luigi Sbarra. Il costo per i due provvedimenti prospettati ammonta a 2 miliardi di euro che saranno reperiti dalla minor spesa per il taglio dell’Irpef e dell’Irap nel 2022. Il premier e il ministro dell’Economia hanno difeso il passaggio da 5 a 4 aliquote Irpef e la rimodulazione delle detrazioni. Dati alla mano Draghi ha dimostrato che il taglio dell’Irpef da 7 miliardi non privilegia i ricchi.

Ruffini: le aliquote Irpef? Oggi dai dipendenti e dai pensionati arriva il 90%
Daniele Manca - Corriere della Sera - pag. 13
Come sta cambiando il Fisco non è facile al momento capirlo. A sentire i partiti, i sindacati e il Governo dovremmo pagare meno tasse, ma lo scetticismo è d’obbligo. Intervistato dal Corriere della Sera il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini evidenzia che i cambiamenti avvengono a tappe. Molte cose sono state fatte, vedi la dichiarazione precompilata per dipendenti e pensionati, la fatturazione e gli scontrini elettronici che combattono l’evasione, le rateizzazioni, gli sportelli online. Insomma, il cantiere del Fisco è sempre aperto. L’intenzione del Governo di rimodulare le aliquote Irpef deve necessariamente fare i conti con il fatto che oltre il 90% del gettito Irpef proviene da dipendenti e pensionati. Da non trascurare, poi, che il 57% dei 41 milioni di contribuenti Irpef dichiara meno di 20 mila euro. I dati dicono che solo lo 0,1% (ossia, 40 mila) dichiara più di 300 mila euro e 3 mila più di un milione. Numeri che fanno riflettere sul grado di evasione. Negli ultimi anni, però, il tax gap dei principali tributi è diminuito di 15 miliardi, passando da 88 a 73 miliardi di mancate entrate nelle casse dell’Erario.

Evasione Iva, lo Stato perde 30 miliardi
Andrea Ducci - Corriere della Sera - pag. 39
Nel 2019 il fisco nazionale ha ‘perso’ 30,1 miliardi di euro di Iva. L’Italia è in testa all’evasione dell’imposta sul valore aggiunto rispetto al resto dei Paesi Ue. La nota dolente arriva dal rapporto sull’Iva della Commissione europea che sottolinea come, complessivamente all’Unione sono stati sottratti 134 miliardi di gettito nel 2019. Dato in leggero miglioramento rispetto a quello del 2018. Dall’analisi sul differenziale tra l’Iva dovuta e quella effettivamente riscossa l’Italia si conferma, invece, al quinto posto tra i Paesi Ue in termini di maggior divario tra gettito previsto e riscosso con il 21,3%. In questo caso il primato (poco invidiabile) va alla Romania seguita dalla Grecia. Rispetto a 5 anni fa l’Italia migliora: il gap tra il gettito atteso e gli introiti è diminuito del 18% nel periodo tra il 2016 e il 2019. In valori assoluti per il fisco italiano significa aver ridotto l’evasione Iva da 36,85 miliardi a 30,1 miliardi, cifra che in ogni caso ci vale il primo posto nella classifica degli evasori Ue.

Detrazioni, bonus e incapienti: ecco la nuova Irpef oggi in Cdm
Marco Mobili e Gianni Trovati - Il Sole 24 Ore - pag. 3
La nuova Irpef a 4 aliquote poggerà su una detrazione di base da 3.100 euro, contro i 1.880 euro previsti oggi. L’aumento della detrazione, che alza oltre gli 8 mila euro il livello della no tax area e modifica il decalage per quelli superiori, è la variabile fondamentale che ridurrà l’imposta anche per le fasce di reddito interessate nel nuovo sistema da un’aliquota marginale più alta di quella di oggi. La nuova curva degli sconti serve anche ad inglobare il bonus Renzi, salito poi a 100 euro, che non sparirà del tutto; infatti, resterà per i redditi fino a 15 mila euro, perché la loro Irpef sarebbe troppo bassa per poter utilizzare la detrazione. Altri sostegni dovranno riguardare quei redditi che nell’incrocio fra le vecchie e le nuove regole potrebbero subire qualche svantaggio. La nuova curva dell’Irpef sarà presentata oggi in Cdm, dopo una cabina di regìa di maggioranza per blindare l’intesa su uno degli emendamenti chiave alla legge di Bilancio in discussione al Senato. Per il 2022 sono previsti tagli Irpef pari a 4,8 miliardi su 7 miliardi a regime. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Riforma Irpef, maxidetrazione per assorbire il trattamento integrativo Un importo base a 1900 euro per i lavoratori dipendenti e i pensionati’ - pag. 26)

Decontribuzione, 1,5 miliardi ai redditi fino a 47 mila euro
Giorgio Pogliotti - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Il Governo intende destinare 1,5 miliardi di euro al taglio una tantum dei contributi per l’anno 2022 ai redditi da lavoro dipendente fino a 47 mila euro. La misura interessa circa 20 milioni di lavoratori dipendenti (il 90% del totale). Significa, in sostanza, che un terzo dei contributi a carico dei lavoratori che sono pari all’8,90% si pagherà l’8,40%. L’intervento sulla decontribuzione dovrebbe essere accompagnato dall’innalzamento della no tax area dei pensionati a 8.500 euro. Contro i rincari di luce a gas saranno stanziati altri 500 milioni. Sono le misure illustrate ieri dal premier Draghi e dai ministri Franco (Economia) e Orlando (Lavoro) ai sindacati che al termine del vertice sono usciti con posizioni divergenti: ancora fortemente critica la Cgil, mentre la Cisl apprezza lo sforzo del taglio contributivo per l’anno 2022. Posizione mediana per la Uil di Bombardieri. Le novità potrebbero non finire qui. Per oggi è previsto un nuovo colloquio telefonico con i leader sindacali.

Caro bollette, la dote aggiuntiva fermata a mezzo miliardo
Barbara Fiammeri - Il Sole 24 Ore - pag. 5
Sale da 8 a 10 miliardi di euro l’importo che il Governo intende stanziare per la riduzione delle tasse. I due miliardi in più derivano dai risparmi ottenuti nel primo anno di applicazione della nuova Irpef-Irap. Un tesoretto che il premier Draghi vuole destinare in gran parte per ridurre, nel 2022, il carico contributivo che grava sulle buste paga dei lavoratori. 500 milioni saranno destinati, invece, al fondo nato per contenere gli aumenti delle bollette. Complessivamente per calmierare i prezzi di luce e gas la manovra stanzierà almeno 2,5 miliardi ma non è escluso che su pressione delle forze politiche la cifra non possa crescere. Ai sindacati, ieri, il presidente del Consiglio, rispondendo alle critiche mossegli, ha spiegato che destinatarie dei tagli fiscali sono proprio le fasce meno abbienti e in difficoltà. Ciò vale per il taglio del cuneo e per il caro-bollette. Per la Lega mezzo miliardo in più per il fondo taglia-bollette non basta e propone di recuperare risorse dal reddito di cittadinanza. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Vanno raffreddate le bollette’ - pag. 5)

Monitoraggio continuo dei ruoli per evitare danni ai contribuenti
Laura Ambrosi e Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - pag. 39
Nel decreto fisco-lavoro è stata introdotta la stretta che prevede la non impugnabilità degli estratti di ruolo e la ridotta possibilità di ricorrere contro ruoli e cartelle invalidamente notificate. Queste misure potrebbero concretamente limitare la difesa di molti contribuenti destinatari di un errore dell’agente della riscossione. Il Governo ieri ha posto la fiducia al Senato. Il voto era in programma in tarda serata. Il testo esclude, senza deroghe, l’impugnabilità dell’estratto di ruolo e prevede che ruolo e cartella invalidamente notificata si possano impugnare solo in caso di evidente pregiudizio. La nuova disposizione viene introdotta per ridurre i numerosi procedimenti promossi dai contribuenti che immotivatamente impugnerebbero l’estratto di ruolo. Non è stato considerato, però, che se il contribuente avvia una lite immotivata è condannato al pagamento delle spese legali e che se impugna spesso è costretto per un errore dell’agente della riscossione. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Professionisti in rivolta contro la non impugnabilità degli estratti di ruolo’ - pag. 28)

Recupero più lento se il Fisco è condannato
- - Il Sole 24 Ore - pag. 39
Un’altra modifica al decreto legge n. 146/2021 riguarda il pagamento delle spese di lite da parte dell’agente della riscossione e delle azioni che potrebbe adottare il contribuente per il relativo rimborso. Con la novità l’agente della riscossione pagherà le somme dovute a titolo di spesa e onorari di giudizio liquidati con la pronuncia di condanna, esclusivamente attraverso l’accredito sul conto corrente del contribuente ovvero del difensore distrattario. Le somme dovute devono essere richieste dal contribuente o dal suo difensore con raccomandata con avviso di ricevimento o via Pec. Le azioni esecutive per il recupero di queste somme potranno essere intraprese solo dopo 120 giorni dall’invio della richiesta. La novità decorrerà dalle pronunce di condanna emesse a decorrere dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge n. 146/2021.

I coniugi con più immobili scelgono dove pagare l’Imu
Giuseppe Debenedetto - Il Sole 24 Ore - pag. 40
Con un emendamento al decreto legge n. 146/2021 il Governo ha disposto che i coniugi con residenze in comuni diversi sono tenuti a scegliere su quale immobile godere dell’esenzione Imu prevista per la prima casa. In questo modo trova soluzione l’annosa questione sorta in merito al regime applicabile in caso di nucleo familiare che ha stabilito la residenza in due immobili ubicati in comuni diversi. Non tutti i nodi sono sciolti. Non è chiaro, ad esempio, come si devono comportare i contribuenti che devono pagare il saldo Imu 2021 entro il 16 dicembre, cioè quale criterio devono seguire. La nuova misura sarà efficace dalla data di conversione in legge, quindi il contribuente potrebbe beneficiare del nuovo criterio al massimo per un mese, se la conversione dovesse avvenire entro il 15 dicembre 2021, altrimenti se ne riparlerà nel 2022. Per il pregresso si attende la pronuncia della Consulta.

Cartelle, 150 giorni per pagare
- - Il Sole 24 Ore - pag. 40
Sparisce dal decreto legge fiscale l’emendamento che interveniva sull’introduzione di un mese in più per il versamento delle cartelle di pagamento notificate dal 1°settembre al 31 dicembre 2021 anche per le entrate tributarie e non tributarie. Dai 150 giorni di tempo si passava a 180. Lo stralcio è stato richiesto dalla Ragioneria generale dello Stato per mancanza di coperture.

Tax credit affitti non compensato inutilizzabile negli esercizi successivi
Luca Gaiani - Il Sole 24 Ore - pag. 41
Con la risposta a interpello n. 797 del 1°dicembre 2021 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il tax credit affitti non compensato dal cessionario nell’anno di acquisto non può essere fruito in esercizi successivi, neppure quando il mancato utilizzo derivi da un errore del contribuente. Le Entrate ricordano che il credito non fruito dal cessionario può, eventualmente, essere nuovamente ceduto, ma sempre entro l’anno di acquisto. L’Amministrazione finanziaria ha ribadito che l’aumento a 1,8 milioni del limite per gli aiuti di stato del quadro temporaneo Ue si applica solo alle misure concesse dal 28 gennaio 2021 e non si estende, dunque, ai crediti d’imposta del decreto Rilancio.

Pex, serve l’avvio di operazioni commerciali
Dario Deotto e Luigi Lovecchio - Il Sole 24 Ore - pag. 41
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 38066, depositata ieri, ha stabilito che ai fini dell’applicazione della disciplina Pex non rileva il contenuto dell’oggetto sociale della società partecipata ma occorre guardare all’attività effettivamente svolta. A tal proposito, in presenza di società in fase di start up, occorre verificare se la stessa, dopo lo svolgimento delle operazioni preliminari, abbia davvero avviato l’attività commerciale. I giudici di legittimità hanno condiviso la tesi espressa nella circolare n. 7/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate che ha distinto la fase delle operazioni propedeutiche all’esercizio effettivo dell’attività d’impresa. La prima di per sé non può considerarsi effettiva attività commerciale. Ma se l’esercizio d’impresa viene poi effettivamente intrapreso, ai fini del computo del periodo triennale si tiene conto anche della fase di start up.

Per i forfettari il 110% passa da cessione e sconto in fattura
Luca De Stefani - Il Sole 24 Ore - pag. 42
I forfettari non possono detrarre direttamente in dichiarazione dei redditi il Superbonus del 110%, ma possono trasferirlo a terzi. Possono anche ricevere il credito come cessionari o fornitori nello sconto in fattura, per poi compensarlo in F24. Se fornitori, poi, sono avvantaggiati rispetto agli altri, relativamente alla ritenuta dell’8% applicata dalla banca, in quanto la sua base imponibile è al netto del 22%. Infine, il general contractor deve rifatturare le spese professionali con Iva del 22%, anche se riceve la fattura senza Iva dal forfettario. Sono queste le particolarità a cui devono prestare attenzione i forfettari che si approcciano ai bonus edili. Come riporta la circolare n. 24/E/2020 delle Entrate la maxi detrazione al 110% non può essere utilizzata dai forfettari in quanto trattasi di una ‘detrazione dall’imposta lorda’. La stessa circolare aggiunge che i forfettari possono sempre optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione.

Bonus edilizi, listini tutti buoni
Fabrizio G.Poggiani - Italia Oggi - pag. 26
Con l’emendamento n. 9.2000 del governo al Ddl di Bilancio 2022 sulle attestazioni della congruità delle spese per gli interventi edilizi viene precisato che in attesa dell’emanazione del provvedimento del Ministro della transizione ecologica, in agenda per i primi mesi del 2022, nemmeno il prezzario DEI (del genio civile) risulta escluso dall’utilizzo, sebbene in forma residuale, potendosi qualificare come fonte e listino ufficiale per la determinazione dei prezzi correnti di mercato. L’emendamento fa parte di un pacchetto di modifiche, già approvate dalla Ragioneria dello Stato, sulle disposizioni contenute nel decreto ‘Anti-frode’ che finiranno nel disegno di legge ora all’esame della commissione Bilancio di Palazzo Madama.

Riscossione con ritocchi leggeri
Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi - Italia Oggi - pag. 28
Il decreto legge fiscale approvato ieri, con la fiducia, dal Senato non tiene conto delle difficoltà legate alla liquidità reale e degli incastri con altre norme emergenziali. Sulla riscossione il decreto ha previsto un mini rinvio al 9 dicembre che con il periodo di tolleranza arriva al 14 dicembre, per i pagamenti delle rate da rottamazione e saldo e stralcio del 2020 e 2021. Il nuovo termine sostituisce quello del 30 novembre previsto dal decreto legge n. 146/2021. La proroga a 180 giorni dei termini per il pagamento delle cartelle si scontra con il mancato coordinamento delle norme che decadranno alla fine dell’anno e la rimessione in termini per gli avvisi bonari è solo un doppione di una norma precedente. Quest’ultima misura consente di pagare, entro il 16 dicembre 2021, le somme derivanti dagli avvisi bonari che non sono state assolte nel periodo tra l’8 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020. La vecchia sanatoria richiedeva il pagamento entro il 16 settembre.

Bonus, controlli multipli
Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi - Italia Oggi - pag. 29
Verifiche di merito e preventive per i bonus edilizi e per le agevolazioni Covid. Nella gran parte dei casi il fisco utilizzerà il ‘nuovo’ atto di recupero che, rispetto agli ordinari atti notificati, non consentirà la compensazione di quanto ritenuto dovuto. Questa sarà la parte relativa ai controlli di merito fermo restando che una rilevante attività sarà costituita, come anticipato, dai controlli preventivi. Con l’entrata in vigore del decreto ‘Anti-frode’ l’attenzione si è concentrata sugli adempimenti richiesti in relazione ai bonus edilizi diversi dal 110%. In merito a quest’ultima agevolazione la vera novità riguarda il caso del contribuente che ‘conserva’ la detrazione all’interno della propria dichiarazione. Anche dopo la circolare n. 16/E/2021 delle Entrate restano dubbi sulla ricomprensione o meno degli oneri sostenuti a titolo di visto di conformità nel plafond delle diverse agevolazioni. Maggiore attenzione deve essere riservata alle attività di controllo delle Entrate pre e post misure relative alle agevolazioni Covid e ai bonus edilizi.

Appiglio da case e auto di lusso
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 31
Con la sentenza n. 37662 del 1°dicembre 2021 la Corte di cassazione ha accolto il ricorso di un commercialista. Per i giudici di piazza Cavour l’accertamento a carico del professionista viene meno se l’ufficio che si è avvalso del redditometro non ha considerato le spese di gestione e di manutenzione di immobili e auto di lusso. Ad esempio, i costi per gli ormeggi, i garage e il carburante. Nel caso analizzato l’Agenzia delle Entrate contestava una Irpef maggiore in quanto il commercialista era proprietario di una barca, due auto di lusso e vari immobili. Il professionista si era difeso opponendo all’atto impositivo le costose spese di gestione per i beni incriminati. Ribaltando il verdetto della Ctr Campania i giudici del Palazzaccio gli hanno dato ragione.

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