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Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta per l’acquisto di nuovi veicoli a bassa emissione di CO2 e ibridi o elettrici
Venerdì, 11 Ottobre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 82/E del 23 settembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti d’imposta per l’acquisto di veicoli nuovi di fabbrica di categoria M1 a basse emissioni di CO2 e di categoria L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e ed L7e elettrici o ibridi. I nuovi codici tributo sono: ‘6903’ denominato ‘Eco-bonus veicoli Cat. M1 – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1031, L. n. 145/2018’ e ‘6904’ denominato ‘Eco-bonus veicoli Cat. L1e/L7e – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1057, L. n. 145/2018’.
(Vedi risoluzione n. 82 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali
Venerdì, 11 Ottobre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 83/E del 27 settembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti nei Comuni colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016 e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (ZES). I nuovi codici tributo sono: ‘6905’ denominato ‘Credito d’imposta investimenti sisma centro Italia – art. 18-quater, comma 1, decreto-legge 9 febbraio 2017 n. 8’; ‘6906’ denominato ‘Credito d’imposta investimenti ZES – articolo 5, comma 2, decreto-legge 20 giugno 2017 n. 91’.
(Vedi risoluzione n. 83 del 2019)

Modalità di versamento della sanzione amministrativa pecuniaria per il contrasto della contraffazione – Istituzione codice tributo
Venerdì, 11 Ottobre , 2019
Il decreto legge 14 marzo 2005 n. 35 ha previsto una sanzione amministrativa pecuniaria per chi viola le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale. Per consentire il versamento della sanzione amministrativa pecuniaria per il contrasto della contraffazione irrogata dalla polizia comunale l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘3022’. In sede di compilazione del mod. F24 il suddetto codice tributo va esposto nella ‘Sezione Imu e altri tributi locali’. Qualora la sanzione amministrativa sia irrogata da organi diversi della polizia comunale il versamento è effettuato utilizzando il codice tributo ‘3021’. E’ quanto si legge nella risoluzione n. 84/E dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 4 ottobre. Il documento di prassi amministrativa precisa che ai fini del versamento della sanzione non è possibile avvalersi dell’istituto della compensazione.
(Vedi risoluzione n. 84 del 2019)

Spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione
Venerdì, 11 Ottobre , 2019
Con la risoluzione n. 85/E del 9 ottobre 2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le spese relative agli incontri post adottivi per la verifica del corretto inserimento del minore non sono normalmente deducibili in quanto rappresentano un normale onere rientrante nel generico dovere di mantenere, istruire ed educare i figli. Tuttavia, qualora l’accordo stipulato con il Paese di origine del minore preveda per i genitori adottivi l’obbligo di dar seguito a verifiche post adozione, le spese per l’espletamento di dette verifiche sono deducibili in quanto adempimenti necessari per l’espletamento della procedura di adozione.
(Vedi risoluzione n. 85 del 2019)

Indirizzi operativi e linee guida sulla prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale e sull’attività relativa alla consulenza, al contenzioso e alla tutela del credito erariale
Venerdì, 20 Settembre , 2019
Con la circolare n. 19/E dell’8 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate illustra le linee guida dei controlli con le priorità del 2019. Al fine di selezionare i soggetti maggiormente a rischio l’Agenzia punta su approcci combinati e diversificati promuovendo la collaborazione degli uffici centrali e periferici e della Guardia di finanza. Questo, anche grazie all’analisi dei dati sempre più sofisticata e agli strumenti tecnologici a disposizione (ad esempio big data, machine learning, intelligenza artificiale). Attraverso le nuove fonti di dati provenienti dalla fatturazione elettronica, dai corrispettivi telematici e dalle informazioni acquisite nell’ambito della cooperazione internazionale l’Amministrazione finanziaria intende promuovere l’adempimento spontaneo del contribuente e concentrare gli sforzi investigativi su macro-tipologie di contribuenti.
Per prevenire e contrastare l’evasione e l’elusione fiscale le attività d’intervento devono essere ottimizzate valorizzando le sinergie e differenziando le misure rispetto ai grandi contribuenti, alle piccole e medie imprese, alle persone fisiche e ai lavoratori autonomi.

Grandi contribuenti
Le Direzioni regionali concentreranno le proprie risorse sui contribuenti che presentano un maggior rischio fiscale o su quelli che non esprimono comportamenti collaborativi e trasparenti. A tal fine potranno contare sull’attività di supporto della Direzione centrale. L’attività partirà da un’attenta analisi di ciascuna posizione fiscale. Verranno utilizzati gli strumenti e gli applicativi già a disposizione come il ‘tutoraggio’. Per ogni contribuente una scheda di analisi del rischio riassume le caratteristiche evidenziando il settore produttivo di appartenenza, il profilo di rischio dei soci, delle partecipate, le operazioni effettuate e le istanze di interpello presentate. Per l’anno 2019 le Entrate si propongono di intercettare e contrastare i più complessi fenomeni di pianificazione fiscale nazionale e internazionale, anche mediante l’uso delle banche dati disponibili.

Imprese medie dimensioni e minori
Le piccole e medie imprese sono formate per lo più da soggetti titolari di Partita Iva. Per contrastare l’evasione nei confronti di questa categoria di soggetti l’attività di analisi del rischio dovrà essere incentrata sulle caratteristiche del territorio di competenza. Sarà necessario, inoltre, un coordinamento sinergico tra le strutture regionali e quelle provinciali. A tal fine, all’interno delle Direzioni regionali saranno attivate specifiche unità organizzative demandate a svolgere attività di analisi del rischio di evasione/elusione in ambito regionale. Analoghi uffici coordineranno le attività di controllo delle strutture periferiche, con particolare riferimento alle imprese con volume d’affari o ricavi compresi tra 25 e 100 milioni di euro. Parallelamente all’attività di controllo le strutture coinvolte dovranno promuovere l’adempimento spontaneo di coloro che riceveranno le lettere di compliance. Nel secondo semestre dell’anno saranno inviate comunicazioni nei confronti di coloro che hanno emesso fatture elettroniche per i primi due trimestri del 2019 e non hanno presentato le relative comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. Il documento riporta le 4 importanti novità fiscali varate di recente: la fatturazione elettronica; la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri al momento limitata per coloro che nell’anno passato hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400mila euro; l’ampliamento del regime forfetario; l’approvazione di 175 indici sintetici di affidabilità per il periodo d’imposta 2018.

Persone fisiche, lavoratori autonomi ed enti non commerciali
Al fine di stimolare l’emersione spontanea delle basi imponibili la circolare ricorda che nel 2019 sono state spedite circa 380mila lettere nei confronti dei contribuenti persone fisiche per i quali relativamente alle dichiarazioni dei redditi presentate per l’anno d’imposta 2015, è stata riscontrata un’anomalia. Nell’ultimo trimestre del 2019 verrà inviato un lotto di comunicazioni relativo all’anno d’imposta 2016. L’attività volta ad individuare i fenomeni di evasione/elusione dovrà essere supportata da un’attenta analisi del rischio, incentrata sulle caratteristiche peculiari del territorio e caratterizzata da uno stretto coordinamento tra strutture regionali e provinciali. Le attività di controllo dovranno mirare a far emergere la reale capacità contributiva del contribuente, concentrando l’attenzione sulle situazioni di rischio evitando di concentrare risorse per contestazioni di natura puramente formale. Con specifico riferimento agli enti non commerciali e alle Onlus l’attività di analisi del rischio terrà conto anche della conoscenza diretta del territorio e delle caratteristiche dei vari settori di attività, in modo da ottenere una selezione mirata dei soggetti evitando di perseguire situazioni di minima rilevanza. L’attenzione si dovrà concentrare sulla presenza di elementi non conformi alla natura non-profit del soggetto.

Contrasto illeciti e attività a rilevanza internazionale
Per prevenire e contrastare i fenomeni di frode fiscale, alle tradizionali attività di indagine, si aggiungono i dati provenienti dalla fatturazione elettronica e dalla comunicazione dei dati fattura. L’utilizzo di queste informazioni sarà utile anche per ricostruire la catena dei rapporti commerciali ed individuare i reali promotori e beneficiari della frode, specie in ambito Iva. Attenzione particolare dovrà essere posta ai fenomeni di frode fiscale realizzati mediante il meccanismo delle indebite compensazioni di crediti d’imposta, nonché mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La circolare si sofferma poi sul ruolo svolto dal Settore contrasto illeciti attivo sul fronte internazionale per contrastare le residenze fittizie all’estero e l’illecito trasferimento e/o la detenzione all’estero di attività produttive. Per quest’ultima tipologia di attività, il Settore contrasto illeciti utilizza i dati trasmessi con lo scambio automatico di informazioni pervenute tramite il c.d. ‘monitoraggio fiscale’. Le attività di selezione delle Entrate potranno contare anche sulle informazioni acquisite grazie alla cooperazione con le Amministrazioni finanziarie di altri Paesi vedi il Common Reporting Standard, relative a conti e/o posizioni finanziarie detenuti in altri Paesi. Le informazioni così acquisite consentono di individuare gli intestatari e i titolari effettivi delle attività finanziarie detenute all’estero. L’obiettivo è individuare redditi sottratti a tassazione ascrivibili al soggetto estero operante in Italia. L’incrocio dei dati consentirà di verificare anche la corretta operatività di chi detiene attività finanziarie all’estero e i fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva.
(Vedi circolare n. 19 del 2019)

Aliquota Iva prestazioni didattiche finalizzate al conseguimento delle patenti di guida
Venerdì, 20 Settembre , 2019
La Corte di Giustizia europea, con la sentenza del 14 marzo 2019, causa C-449/2017, si è pronunciata in merito alle esenzioni in materia di Iva ed ha affermato che tale esenzione non trova applicazione sulle lezioni di scuola guida, in quanto questa categoria di insegnamento non rientra tra quelle di ambito scolastico e/o universitario. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 79/E del 2 settembre 2019, risponde ad un contribuente che chiedeva di sapere se fosse corretto continuare a ritenere esenti da Iva le prestazioni didattiche finalizzate al conseguimento della patente di guida e se fosse passibile di contestazione per l’indebito ricorso all’esenzione Iva sulle prestazioni di natura didattica. Secondo i giudici unionali, l’insegnamento della guida automobilistica in una scuola guida, resta un insegnamento specialistico che non equivale a quello scolastico o universitario. In considerazione di ciò l’Amministrazione finanziaria ritiene che l’attività avente ad oggetto lo svolgimento di corsi teorici e pratici per il rilascio della patente di guida, deve considerarsi imponibile agli effetti dell’Iva.
Riguardo alle operazioni effettuate e registrate in annualità ancora accertabili ai fini Iva, è necessario dunque emettere una nota di variazione in aumento. Tale maggiore imposta deve confluire nella dichiarazione integrativa di ciascun anno solare di effettuazione delle prestazioni ancora accertabili. In merito al comportamento pregresso il documento di prassi amministrativa chiarisce che non sono irrogate né sanzioni né richieste di interessi moratori al contribuente per le prestazioni poste in essere antecedentemente al varo della presente risposta.
(Vedi risoluzione n. 79 del 2019)

Atto di separazione consensuale e agevolazioni ‘prima casa’
Venerdì, 20 Settembre , 2019
La cessione a terzi dell’immobile acquistato con l’agevolazione ‘prima casa’, in virtù di clausole contenute in un accordo di separazione omologato dal giudice, finalizzato alla risoluzione della crisi coniugale, non comporta la decadenza dal relativo beneficio. E’ quanto si legge nella risoluzione n. 80/E del 9 settembre 2019 dell’Agenzia delle Entrate. Il documento di prassi amministrativa chiarisce i dubbi prospettati da una contribuente che nel 2015 aveva acquistato, con i benefici ‘prima casa’ un immobile abitativo. Nel 2018 la stessa si separava consensualmente dal coniuge. L’accordo comprendeva la messa in vendita, prima dei 5 anni dalla data d’acquisto, dell’abitazione familiare con ripartizione in parti uguali tra i coniugi del ricavato. L’interpellante voleva sapere se la cessione a terzi dell’immobile comportava la decadenza dell’agevolazione ‘prima casa’. L’articolo 19 della legge 74/1987 dispone l’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e di ogni altra tassa degli atti stipulati in conseguenza del procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio e del procedimento di separazione personale tra coniugi, senza alcuna distinzione tra atti eseguiti all’interno della famiglia (cessione dell’immobile fra coniugi) e atti eseguiti nei confronti di terzi (vendita a terze parti). La ratio della norma è quella di agevolare la sistemazione dei rapporti patrimoniali tra coniugi a seguito di separazione o divorzio.
(Vedi risoluzione n. 80 del 2019)

Modifiche alla disciplina del Patent box
Venerdì, 20 Settembre , 2019
Il decreto Crescita ha apportato alcune modifiche alla disciplina del Patent box. A decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto (1°maggio 2019), i soggetti titolari di reddito d’impresa che optano per il regime agevolato Patent box possono scegliere di determinare e dichiarare il reddito agevolabile, indicando le informazioni necessarie alla predetta determinazione in idonea documentazione. L’opzione per la determinazione diretta del reddito agevolabile è comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta al quale si riferisce l’agevolazione Patent box, ha durata annuale ed è irrevocabile e rinnovabile. In caso di rettifica della somma, da cui deriva una maggiore imposta o una differenza del credito, al contribuente non si applica alcuna sanzione se lo stesso, nel corso di verifiche o ispezioni, consegni al fisco la documentazione necessaria per accedere al regime speciale. Il contribuente che detiene la suddetta documentazione deve darne comunicazione all’Amministrazione finanziaria nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta per il quale beneficia dell’agevolazione. Il documento di prassi amministrativa analizza il caso particolare dei contribuenti Ires con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare in corso al 1°maggio 2019. I contribuenti che si trovano in questa situazione, per scegliere il Patent box senza ruling e comunicare il possesso della documentazione, devono indicare il codice 1 nel campo ‘Situazioni particolari’ dei modelli ‘Redditi-Sc’ o ‘Redditi-Enc’ 2019.
I soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare in corso al 1°maggio 2019, non obbligati all’attivazione degli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale, possono comunicare, al fine di beneficiare della non applicazione delle sanzioni, il possesso della documentazione indicando nello stesso campo ‘Situazioni particolari’ il codice ‘2’.
(Vedi risoluzione n. 81 del 2019)

Tassabilità, in capo ai dipendenti, del servizio di monitoraggio di dati sensibili offerto dal datore di lavoro
Venerdì, 13 Settembre , 2019
Con la risoluzione n. 77/E del 12 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate risponde ad una società che in qualità di sostituto di imposta chiede di conoscere il corretto trattamento tributario da riservare al servizio di monitoraggio del ‘dark web’, offerto ai propri dipendenti e, in particolare, se lo stesso possa essere considerato non soggetto a tassazione in capo a questi ultimi, in quanto erogato nell’esclusivo interesse del datore di lavoro. Il documento di prassi amministrativa ricorda il principio per cui non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente le somme che non costituiscono un arricchimento per il lavoratore e le erogazioni effettuate per un esclusivo o prevalente interesse del datore di lavoro. Il servizio di monitoraggio di dati sensibili (dark web) ha lo scopo di minimizzare i rischi correlati all’utilizzo improprio dei dati personali (pensiamo ai furti di identità e di informazioni privilegiate) e di tutelare, oltre al dipendente, il sistema aziendale. Il servizio costituisce così uno strumento importante per svolgere in sicurezza e libertà l’attività lavorativa dei dipendenti e per gestire, minimizzando, il rischio connesso all’utilizzo illecito delle informazioni sensibili. Il servizio offerto dalla società ai dipendenti risponde così a un interesse prevalente della società medesima, anche quando utilizzi informazioni personali dei dipendenti (vedi numero di passaporto o carta d’identità) per minimizzare il rischio aziendale correlato all’uso fraudolento di informazioni sensibili. In considerazione di ciò l’Amministrazione finanziaria sostiene che il servizio di monitoraggio dei dati offerto dalla società ai dipendenti non sia fiscalmente rilevante in capo a questi ultimi e che la società, in qualità di sostituto di imposta, non sia tenuta ad applicare le relative ritenute ai sensi dell’art. 23 del Dpr 600/1973.
(Vedi risoluzione n. 77 del 2019)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo delle agevolazioni previste a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella zona franca urbana istituita nei comuni del Centro Italia colpiti dal sisma
Venerdì, 13 Settembre , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 78/E del 30 agosto 2019, ha istituito il codice tributo ‘Z162’ per l’utilizzo, tramite modello F24, delle agevolazioni previste dalla legge 30 dicembre 2018 n. 145, a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella zona franca urbana dei Comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono verificati a partire dal 24 agosto 2016. Il nuovo codice tributo è denominato ‘ZFU CENTRO ITALIA – Agevolazioni alle imprese e ai titolari di reddito di lavoro autonomo per riduzione versamenti – articolo 1, comma 759, lettera a) della legge n. 145/2018’.
(Vedi risoluzione n. 78 del 2019)

Legge di bilancio 2018 – Depositi Fiscali a regime Iva per benzina, gasolio e altri prodotti carburanti o combustibili
Venerdì, 6 Settembre , 2019
La legge di Bilancio 2018 ha introdotto misure di contrasto all’evasione Iva, in relazione all’immissione in consumo da un deposito fiscale o all’estrazione da un deposito di destinatario registrato, di carburante per autotrazione. Scopo della nuova disciplina è contrastare condotte fraudolente riconducibili a crescenti flussi di prodotti energetici (benzina e gasolio) illecitamente immessi in consumo in Italia. L’Agenzia delle Entrate dedica la circolare n. 18/E del 7 agosto 2019 al nuovo adempimento. La legge 205/2017 all’articolo 1 (commi da 937 a 943) stabilisce che l’immissione in consumo dal deposito fiscale o l’estrazione di benzina/gasolio per automazione è subordinata al versamento dell’Iva senza possibilità di compensazione. Il nuovo adempimento riguarda i depositi utilizzati solo per la custodia dei carburanti per motori e non quelli di produzione. Il documento di prassi amministrativa ha chiarito che i versamenti Iva possono essere effettuati in un unico F24 cumulativo il cui importo va quantificato in relazione ai prodotti da immettere o estrarre. A tal fine, sul Documento Amministrativo Semplificato, relativo ad ogni operazione di immissione/estrazione, va riportato il riferimento allo stesso modello di versamento F24. Ai fini della verifica può essere considerato congruo un versamento Iva: non inferiore al 37% dell’importo dell’accisa versata sulla medesima quantità di benzina immessa in consumo o estratta; non inferiore al 39% dell’importo dell’accisa versata sulla medesima quantità di gasolio immesso in consumo o estratto. L’Agenzia ha chiarito che per le violazioni commesse prima del 6 agosto 2019 non saranno applicate le sanzioni in presenza di obiettive condizioni di incertezza, a patto che l’imposta sia stata assolta. Sono comunque previste deroghe in presenza delle quali le disposizioni di cui sopra non trovano applicazione. Con la pubblicazione del DM 13 febbraio 2018 nella Gazzetta Ufficiale la disciplina in esame ha trovato completa attuazione.
(Vedi circolare n. 18 del 2019)

Utilizzo del codice tributo ‘3858’ per effettuare il versamento dell’acconto mensile dell’Irap dovuto da talune categorie di amministrazioni statali ed enti pubblici
Venerdì, 6 Settembre , 2019
Con la risoluzione n. 75/E del 9 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate rende noto che mediante il codice tributo ‘3858’ le amministrazioni e gli enti pubblici possono effettuare il pagamento dell’acconto mensile dell’Irap mediante il sistema del versamento unitario. Ciò limitatamente ai casi in cui non sia possibile utilizzare il modello di versamento ‘F24 Enti pubblici’. L’utilizzo del codice tributo indicato, denominato ‘Irap – versamento mensile – articolo 10-bis, comma 1, Dlgs 446/97’ è esteso a tutti gli enti e alle amministrazioni interessati dalla disposizione sopra richiamate.
(Vedi risoluzione n. 75 del 2019)

Esenzione da ritenuta sugli interessi e altri proventi derivanti da finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese
Venerdì, 6 Settembre , 2019
Una società di gestione con sede legale in Guernsey (Regno Unito) che gestisce fondi d’investimento nella forma di limited partnership di diritto inglese impegnata nei settori dell’energia, trasporti e utilities intende investire in Italia in una società operante nel campo del trasporto marittimo. I fondi Uk partecipano e controllano una società di diritto lussemburghese che a sua volta controlla un’altra società dello stesso Paese. Quest’ultima detiene interamente la partecipazione di una holding italiana che possiede il 30% della ditta di trasporti marittimi nella quale i fondi intendono investire. Al fine di dotare la Holding italiana dei mezzi finanziari necessari per il completamento dell’operazione di investimento, è stata pattuita l’erogazione da parte dei Fondi a favore della Holding di una serie di finanziamenti a medio e lungo termine fruttiferi di interessi. La società istante chiede conferma che i finanziamenti in oggetto erogati alla Holding italiana dai predetti Fondi inglesi rientrano tra quelli di cui all’art. 26, comma 5-bis del DPR 29 settembre 1973 n. 600 e che, pertanto, sugli interessi ad essi relativi non si applica la ritenuta del 26%. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 76/E del 12 agosto 2019, chiarisce che la società di gestione di fondi d’investimento, qualificata come Oicr estera, che eroga finanziamenti a medio e lungo termine a una Holding italiana può essere considerata un ‘investitore istituzionale estero’ e usufruire dell’esenzione dalla ritenuta d’acconto sugli interessi.
(Vedi risoluzione n. 76 del 2019)

Indici sintetici di affidabilità fiscale – periodo di imposta 2018 – primi chiarimenti
Venerdì, 30 Agosto , 2019
Con l’istituzione degli Isa il legislatore ha inteso favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di basi imponibili. Attraverso un sistema di indicatori basato su dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta gli indici sintetici di affidabilità fiscale misurano il comportamento fiscale dei contribuenti realizzando una valutazione a pagella. I contribuenti che risulteranno affidabili e che avranno maturato punteggi dall’8 in su, potranno accedere a significativi benefici premiali. L’Agenzia delle Entrate dedica la circolare n. 17/E del 2 agosto 2019 agli Isa che hanno preso il posto degli studi di settore. La parte iniziale del documento di prassi amministrativa illustra il nuovo strumento indicandone le finalità e i principali elementi distintivi. La parte finale è dedicata, invece, ai quesiti posti dagli operatori in merito ad alcuni aspetti correlati all’applicazione degli Isa. Con i dati dichiarati dai contribuenti e con quelli forniti dall’Agenzia delle Entrate si ottengono le informazioni necessarie per calcolare gli Isa. La circolare distingue le modalità di acquisizione dei dati forniti dalle Entrate in puntuale, attraverso il cassetto fiscale, e massiva, con la collaborazione degli intermediari, attraverso il canale Entratel. Gli Isa non trovano applicazione nei casi di inizio attività, cessazione o non normale svolgimento. Esistono ulteriori cause di esclusione e la circolare ne fa un elenco. Gli esclusi dagli Isa non sono tenuti a compilare il modello a meno che non si tratti di contribuenti che esercitano due o più attività d’impresa, non rientranti nel medesimo indice sintetico di affidabilità fiscale, nel caso in cui l’importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dall’Isa relativo all’attività prevalente superi il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati. Sono parimenti esclusi dagli Isa: gli enti del Terzo settore non commerciali che optano per la determinazione forfettaria del reddito d’impresa; le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfettario; le imprese sociali. I contribuenti hanno la possibilità di indicare nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi non risultanti nelle scritture contabili per migliorare il proprio profilo di affidabilità. Questo determina effetti diretti per l’accesso ai premi. A tal fine il contribuente interessato deve utilizzare, nel modello F24, il codice tributo ‘6494’ per effettuare il versamento integrativo dell’Iva, derivante dall’adeguamento del volume d’affari a seguito dell’applicazione degli Isa. Con l’applicativo ‘Il tuo Isa 2019’ è possibile effettuare il calcolo del singolo indice sintetico di affidabilità fiscale. A tal fine si utilizzano i dati dichiarati dal contribuente relativi al periodo d’imposta 2018 e quelli precalcolati forniti dalle Entrate. L’applicativo dà la possibilità sia di modificare i dati per disattivare eventuali criticità evidenziate dagli Isa, sia di dichiarare ulteriori componenti positivi per migliorare il punteggio degli indicatori che concorrono al calcolo dell’Isa.
(Vedi circolare n. 17 del 2019)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione delle agevolazioni a favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana istituita nel territorio di Genova
Venerdì, 30 Agosto , 2019
Con la risoluzione n. 73/E del 5 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘ Z161’ per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, delle agevolazioni a favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana istituita nel territorio della Città metropolitana di Genova, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legge 28 settembre 2018 n. 109.
(Vedi risoluzione n. 73 del 2019)

Utilizzo del codice tributo ‘6890’ per consentire la compensazione del credito d’imposta corrispondente alle detrazioni spettanti per interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari
Venerdì, 30 Agosto , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 74/E del 7 agosto 2019, ha esteso l’utilizzo del codice tributo ‘6890’, denominato ‘Ecobonus – Utilizzo in compensazione del credito d’imposta ceduto ai sensi dell’articolo 14, commi 2-ter e 2-sexies del decreto legge 4 giugno 2013 n. 63 e successive modificazioni’, per consentire la compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta corrispondente alle detrazioni spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari.
(Vedi risoluzione n. 74 del 2019)

Proroga dei versamenti – Nuovi criteri di rateizzazione
Venerdì, 23 Agosto , 2019
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 71/E del 1°agosto 2019, illustra la proroga dei versamenti dei modelli Redditi 2019 per l’anno 2018, conseguente alle disposizioni di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 12-quinquies del decreto Crescita convertito (con modificazioni) nella legge n. 58/2019. I contribuenti soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale nonché quelli collegati (ad esempio i soci di società di persone e quelli di srl in trasparenza o i collaboratori di imprese familiari) possono eseguire i versamenti a saldo per il 2018 e primo acconto per il 2019 entro il 30 settembre 2019. Entro il 30 ottobre 2019 è possibile eseguire gli stessi versamenti, con la maggiorazione dello 0,40%. Resta ferma la possibilità di versare, prima del 30 settembre, il dovuto in base agli ordinari piani di rateazione, senza beneficiare della proroga. In questo caso, entro il 30 settembre 2019, vanno versate le prima quattro rate, senza interessi. Chi ha già iniziato a pagare a rate, ma vuole usufruire della proroga, è tenuto comunque a completare il versamento delle prime tre rate entro il 30 settembre. Il contribuente che ha diritto alla proroga ed esegue versamenti con scadenze e importi a libera scelta, ossia senza avvalersi del piano di rateazione, è tenuto a versare le differenze dovute a saldo entro il 30 settembre 2019. La proroga al 30 settembre riguarda, in particolare, le persone fisiche ed i soggetti collettivi (società di persone e società di capitali) che esercitano attività per le quali sono stati elaborati i nuovi Isa e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite di 5.164.569 euro. Beneficia della proroga anche chi per il periodo d’imposta 2018 ha applicato il regime forfettario o quello dei minimi.
(Vedi risoluzione n. 71 del 2019)

Chiarimenti in merito al corretto coordinamento tra la normativa riferita al Gruppo Iva e la normativa in tema di fatturazione con riferimento alle fatture di acquisto ricevute dal Gruppo Iva
Venerdì, 23 Agosto , 2019
Con la risoluzione n. 72/E del 1°agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate risponde all’interpello di una società in merito al coordinamento tra le norme riferite al Gruppo Iva e quelle previste in tema di fatturazione delle operazioni disciplinate dal DPR n. 633/1972. Nel caso in cui il Gruppo Iva riceva una fattura con errata indicazione della partita Iva, riportante quella del singolo aderente e non quella del gruppo, ai fini della sua registrazione e dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva è necessario che il contribuente si attivi per la sua regolarizzazione. A tal fine occorre procedure con le modalità indicate dall’art. 6, comma 8, lettera b) del Dlgs 471/1997. Ciò avviene mediante trasmissione dell’autofattura al Sistema d’interscambio. Il documento di prassi amministrativa ritiene comunque che nel caso in esame siano riscontrabili margini di incertezze della procedura del Gruppo Iva in quanto nuova nel panorama legislativo italiano e in quanto i soggetti partecipanti al Gruppo Iva mantengono la titolarità di eventuali autorizzazioni di rilevanza doganale rilasciate dal competente ufficio delle Dogane. Pertanto, alla luce delle obiettive condizioni di incertezza anche operative enunciate, possono essere fatti salvi eventuali comportamenti difformi posti in essere antecedentemente alla pubblicazione della presente risoluzione, sempre che detti comportamenti non abbiano recato danni all’Erario per il mancato assolvimento dell’imposta dovuta.
(Vedi risoluzione n. 72 del 2019)

Credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo
Venerdì, 3 Maggio , 2019
Con la risoluzione n. 40/E del 2 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate risponde ad una società in merito alla possibilità per la stessa di usufruire del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di cui all’articolo 3 del dl 23 dicembre 2013 n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014 n. 9, e successive modifiche e integrazioni. E’ la seconda volta che l’Amministrazione finanziaria interviene sul tema soffermandosi in particolare sulla corretta individuazione dell’ambito oggettivo di applicazione del bonus. Con il documento l’Agenzia risponde a un’istanza di interpello nella quale veniva chiesto di valutare l’ammissibilità al beneficio di un complesso progetto informatico volto alla gestione delle informazioni, dei documenti e delle fasi di controllo che abiliti l’adozione di modelli operativi innovativi e, di conseguenza, l ‘erogazione di migliori servizi ai clienti. L’intervento era basato su un sistema informatico condiviso (c.d. ‘cross-department’) in grado di fornire informazioni di natura tecnica in sede di sopralluogo/installazione/manutenzione/guasto. Per la società istante le attività descritte rientravano nelle c.d. attività di ‘sviluppo sperimentale’. In linea con il parere espresso dal Ministero dello Sviluppo economico, la risoluzione n. 40/E/2019 precisa che le attività descritte non rientrano tra quelle di ricerca e sviluppo che danno accesso al credito d’imposta, in quanto, pur presentando varianti rispetto alle alternative già presenti sul mercato, si basano, comunque su tecnologie già diffuse nel settore di appartenenza della società. Secondo il parere tecnico espresso dal Mise gli investimenti posti in essere dall’impresa sono inquadrabili nella categoria ‘innovazione di processo’ e, in quanto tali, non sono agevolabili agli effetti della disciplina del credito d’imposta.
(Vedi risoluzione n. 40 del 2019)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari su stampa ed emittenti radio-tv locali
Venerdì, 3 Maggio , 2019
Con la risoluzione n. 41/E dell’8 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘6900’ per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, dopo la realizzazione dell’investimento pubblicitario incrementale, nei limiti dell’ammontare comunicato con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inoltre, ai fini dell’utilizzo del credito d’imposta, il modello F24 è presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del suddetto provvedimento. Nel caso in cui l’importo del credito d’imposta utilizzato in compensazione risulti superiore all’ammontare comunicato con il medesimo provvedimento, il relativo modello F24 è scartato. In ogni caso l’agevolazione è utilizzabile nei limiti degli aiuti ‘de minimis’.
(Vedi risoluzione n. 41 del 2019)

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